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Area Marina Protetta tra Monte d’Oro, Monte di Scauri e Monte di Gianola

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Roberto Rotasso, delegato alla Qualità delle acque marine, auspica che il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica avvii presto l’istruttoria per l'istituzione dell'AMP

Data:

21 Agosto 2025

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Un passo decisivo verso l’istituzione dell’Area Marina Protetta (AMP) nel tratto di costa compreso tra la foce del torrente Rio Santa Croce e Monte d’Argento. Lo chiede a gran voce Roberto Rotasso, delegato alla Qualità delle acque marine dell'Amministrazione Stefanelli: “Con l’auspicio che il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) avvii presto l’istruttoria, l’iniziativa ha l'obiettivo specifico di tutelare un ecosistema marino e costiero di inestimabile valore, ma alquanto fragile ― sottolinea Rotasso ― già peraltro identificato come ‘Area marina di reperimento’ dalla Legge Quadro 394/1991, passo propedeutico all'istituzione dell'area marina protetta vera e propria”.

Il progetto, sostenuto dalla delibera del Consiglio Comunale n. 23 del maggio 2020, si basa su una zonizzazione precisa per coniugare conservazione e sviluppo sostenibile.
Zona A di riserva integrale. Il cuore pulsante dell'area, interdetto a qualsiasi attività che possa arrecare danno all'ecosistema: si estende dalla foce del Rio Santa Croce alla Spiaggia dei Sassolini. Qui la natura deve essere lasciata libera di prosperare, preservando gli ambienti di maggior pregio.
Zona B di riserva generale che si estende fino a Monte d’Oro, consentendo attività a basso impatto per una fruizione controllata e rispettosa dell’ambiente.
Zona C di riserva parziale. La zona più estesa che arriva fino a Monte d’Argento fungendo da cuscinetto tra le aree di riserva più restrittive e i settori esterni: qui sono permesse e regolate attività di fruizione, purché sostenibili, che non compromettano gli equilibri ecologici.

“L'istituzione dell'Area marina protetta non è solo un atto dovuto di salvaguardia ambientale ― aggiunge il delegato Rotasso ― ma rappresenta per il territorio un'opportunità strategica di rilancio economico. La tutela della biodiversità e del paesaggio potrà attirare un turismo qualificato e responsabile, creando un volano per nuove forme di economia sostenibile”.

La proposta si fonda sul rispetto delle normative vigenti, tra cui il divieto di cattura e danneggiamento di specie marine, l’asportazione di minerali e reperti archeologici, l'alterazione dell'ambiente, la navigazione a motore e lo scarico di rifiuti. “Questo progetto ― conclude il delegato Roberto Rotasso ― rappresenta un impegno concreto per proteggere la bellezza e la salute del nostro mare, un investimento a lungo termine che garantirà la tutela del nostro patrimonio naturale e culturale. Spetta ora al MASE fare la sua parte e avviare l'istruttoria necessaria affinché diventi realtà”.

Ultimo aggiornamento: 21/08/2025, 10:03

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